Poesie d'Amore
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Poesia d’amore
Ci siamo rincorsi come due puledri
che han voglia di scherzare sull’erba
ammansita dal tempo e ci ha colti il buio:
un giro di testa appena per accorgerci
che ambedue avevamo sognato ad occhi aperti.
Ora siamo aggrappati l’uno all’altra
perché ci fan paura il frinire del grillo
e il fruscio delle foglie. E aspettiamo ansiosi
l’alba nascente di là dal mare all’orizzonte
per veder chiaro nelle cose e scoprire
la gioia del frastuono che è vita intorno a noi.
Angelo Francesco Nardelli
In questa poesia si avverte la fugacità della vita e pure la perdita di ogni sua attrattiva senza alcun rimpianto. L’insicurezza del vivere, conseguente alla sua transitorietà e accresciuta dalla consapevolezza della sua provvisorietà, raggiunge toni quasi drammatici verso la fine della poesia, dove il frinire del grillo e il fruscio delle foglie, ritenuti per tradizione letteraria motivi acquietanti dello spirito umano, diventano fattori di inquietudine e generatori di angoscia. Aspettare l’alba, allora, intesa come il superamento di questa tensione spirituale, significa all’interno di un contesto di sentimenti e di valori più sottinteso che dichiarato, la speranza di continuare a vivere e di scoprire, nel frastuono delle vicende quotidiane, la gioia che appartiene ad altri.
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Nelle sue liriche mi pare di scorgere i segni d’una sicura vocazione…il più persuasivo dei testi mi pare “La gioia del frastuono”, assai nitido nel disegno ed efficacissimo nella sua chiara linearità: per cui il dato reale naturalmente si fa simbolo di una condizione esistenziale.
Michele Tondo
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