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	<title>Angelo Francesco Nardelli</title>
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	<description>Poeta, romanziere, autore teatrale</description>
	<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 12:03:11 +0000</pubDate>
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		<title>Storia d&#8217;amore come percorso di conoscenza</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 21:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie d'amore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Io credo che questa storia di amore sia anche metafora, allegoria della storia di un'esperienza di conoscenza, vissuta da Angelo Francesco Nardelli.</p> 
<p style="text-align: justify;">Chi si innamora, ma anche chi si avvia in un percorso di conoscenza inizia un cammino di entusiasmo, un <em>iter</em> ascenzionale, che si alimenta di un incessante fuoco interiore. Come si dice? Oggi più di ieri, meno di domani. Come se la strada dell'amore</p> <a href="http://www.angelofrancesconardelli.it/opere-in-versi/poesie-amore/storia-damore-come-percorso-di-conoscenza/">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Io credo che questa storia di amore sia anche metafora, allegoria della storia di un&#8217;esperienza di conoscenza, vissuta da Angelo Francesco Nardelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi si innamora, ma anche chi si avvia in un percorso di conoscenza inizia un cammino di entusiasmo, un <em>iter</em> ascenzionale, che si alimenta di un incessante fuoco interiore. Come si dice? Oggi più di ieri, meno di domani. Come se la strada dell&#8217;amore possa essere una strada senza fine, come se si voglia far propria la vita e la morte, inebriati da un senso di pienezza misteriosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se la tensione verso l&#8217;infinito non incontra infine un punto, un momento di equilibrio, se non tiene conto che la nostra natura è anche finitezza e precarietà, allora diventa necessario e inevitabile la caduta dall&#8217;illusione nella delusione e la percezione del fallimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può anche ambire in amore a pretendere la fusione completa nell&#8217;unità, ma il dato dell&#8217;alterità non è eliminabile e può accadere che le identità dei due amanti si manifestino confuse, distanti, separate, ostili. Leggo alcuni versi della poesia <em>Mi metterò anch&#8217;io una maschera di cera.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p> </p>
<p>Mi metterò anch&#8217;io una maschera di cera<br />
e avrò gli occhi nascosti dietro un volto<br />
non mio.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>e mi dolgo senza più lacrime<br />
perché il mio viso ha ora come il tuo<br />
la sua maschera di cera.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Ma dopo questa poesia siamo allora alla fine? Siamo alla conclusione di un amore? Siamo al <em>discidium</em>, alla separazione? Alziamo bandiera bianca? No, tutt&#8217;altro!</p>
<p style="text-align: justify;">Nella poesia <em>Se ti racconto</em>, una poesia, che sapientemente gli editori hanno collocato alla fine della seconda sezione, si riaccende la speranza, la volontà della ripresa del rapporto.</p>
<p> </p>
<p>Riprendi, o amata, il tuo ardore<br />
sconfinato: è tuo il mondo che vedi<br />
arricciarsi di luci e d’ombre<br />
al mattino</p>
<p>&#8230;</p>
<p>è tua la gloria dei morti<br />
e l’amore</p>
<p>vivo lungo le strade e i porti.<br />
I lampioni s’aggrappano ai ricordi<br />
o vigilano nel buio i sogni<br />
del tuo cuore.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">La gloria dei morti&#8230;che felice densità espressiva! La gloria dei morti è la storia, è tutta la storia dell&#8217;umanità, dalle sue origini, la gloria della sua evoluzione, la somma delle esperienze e delle conoscenze accumulate nei millenni finora.</p>
<p style="text-align: justify;">E come vive l&#8217;amore? <em>Lungo le strade e i porti</em>, dice Nardelli, cioè i luoghi di transito che metaforicamente uniscono il passato al presente, al futuro. Da dove si viene, dove si è, dove si va. E l&#8217;amore è vigilato nel buio dai lampioni, cioè dal ritorno della luce che preannuncia la solarità del mattino, dell&#8217;amore che si è potuto ritrovare perchè ormai sarà maturo, perchè consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco che la terza fase s&#8217;intitola appunto <em>Amore consapevole</em>. Consapevole intanto, questo mi pare di cogliere dalle poesie di Angelo Francesco Nardelli, della sostanza inconoscibile dell&#8217;amore stesso, dei confini che la natura impone a tutto ciò che esiste.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amore si vive, l&#8217;amore appaga, l&#8217;amore è totalità e lo si può vivere come totalità, ma a condizione di essere consapevoli della inevitabile necessità del limite. Cito alcuni versi della poesia <em>L&#8217;alba ci ritrova ancora uniti</em>.</p>
<p> </p>
<p>L’alba ci ritrova ancora uniti<br />
ma incapaci di scrutare un segno<br />
di luce nuova, una stella orientatrice.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Forse verrà l’angelo annunciatore<br />
di un’altra novella o l’ultimo messia</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Intanto noi aspettiamo perché ignoriamo<br />
i segreti della nostra vita,<br />
la sua misteriosa entelechia.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Forse ci sarà un ultimo messia che ci porterà la verità definitiva, ma per ora prendiamo atto senza scandalo e senza proterva superbia, dunque serenamente appagati, della nostra ignoranza fondamentale dei segreti della vita. E quindi solo così, con l&#8217;accettazione consapevole del mistero e della inadeguatezza della nostra conoscenza, sarà concessa anche a noi la nostra entelechia e cioè il massimo di realizzazione possibile, ma nella perfetta imperfezione del nostro stato di natura. Perciò vivere la totalità sia di un amore sia di una vocazione alla conoscenza è possibile solo nei confini di parzialità che sono tutti dell&#8217;essere umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora potremmo anche dire con il poeta nell&#8217;ultima poesia conclusiva del libro, durante l&#8217;atto dell&#8217;amore, in una felice e apparente contraddizione: <em>La vita non ha più misteri e tu nessuna domanda da fare</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;"> </p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;"> </p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">Tratto dall&#8217;introduzione del Prof. Mauro De Pasquale, che ne ha curato la presentazione il 14 febbraio 2009, in occasione della festa di San Valentino.</p>
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		<title>I sensi si trasformano in pure funzioni percettive dell’anima</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 18:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie d'amore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella poesia di Angelo Francesco Nardelli vi è la negazione completa di qualsiasi visione realistica o naturalistica. Perfino l'amore, che è ovvio per natura tende al suo compimento nell'esercizio della sessualità, non è sostanzialmente vissuto in quest'opera nella sua dimensione sensuale.</p> 
<p style="text-align: justify;">Oddio non è che manchino situazioni erotiche. Non mancano sguardi, capelli con cui si può giocare, <em>le manie del sangue</em>, il fuoco che arroventa le</p> <a href="http://www.angelofrancesconardelli.it/opere-in-versi/poesie-amore/i-sensi-si-trasformano-in-pure-funzioni-percettive-dellanima/">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella poesia di Angelo Francesco Nardelli vi è la negazione completa di qualsiasi visione realistica o naturalistica. Perfino l&#8217;amore, che è ovvio per natura tende al suo compimento nell&#8217;esercizio della sessualità, non è sostanzialmente vissuto in quest&#8217;opera nella sua dimensione sensuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Oddio non è che manchino situazioni erotiche. Non mancano sguardi, capelli con cui si può giocare, <em>le manie del sangue</em>, il fuoco che arroventa le carni, <em>gemiti di amore</em>, <em>moti convulsi del corpo</em>, mani che si toccano, calore delle vesti, fremiti delle labbra, il suono delle gambe sulla strada, però i particolari della fisicità risultano nella poesia di Angelo Francesco Nardelli annegati in contesti che spostano le immagini sensoriali verso significati altri, che alludono, io credo, ad una visione metafisica non solo dell&#8217;amore, ma del mondo, della vita, della morte.</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa immaterialità si trova anche nei paesaggi, anche nei luoghi del tempo e dello spazio. Anche qui emergono sempre paesaggi, elementi isolati, la cui connotazione visiva e sonora non è mero oggetto dei sensi, della vista e dell&#8217;udito, ma sempre metafora e simbolo, che rinviano la mente del lettore ad altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo perchè per Nardelli, ed è un tema tutto moderno, le cose hanno una loro voce misteriosa e segreta e se noi siamo capaci di ascolto interiore cogliamo la voce delle cose. Leggiamo alcuni versi della poesia <em>Scagiona da te, amata, il sentiero maestro</em>.</p>
<p> </p>
<p>Scagiona da te, amata, il sentiero maestro<br />
che portò lumi al tuo sapere ignoto:<br />
sostanza che il mistero inghiotte<br />
oltre i limiti d’inutili parvenze.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Ecco che la conoscenza sensibile è parvenza, inutile. E ancora.</p>
<p> </p>
<p>Quelle voci la terra porta nel suo seno<br />
e le ridesta al moto ondoso del vento<br />
oltre la siepe.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Ecco come la natura parla a chi la sa ascoltare. E se si vogliono intendere queste voci segrete delle cose, se si vogliono cogliere lumi del mistero in cui affondiamo, allora i sensi non sono strumenti adeguati, non ci portano <em>oltre i limiti d&#8217;inutili pervenze</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Al più, oserei dire, i sensi si trasformano nella poesia di Angelo Francesco Nardelli in pure funzioni percettive dell&#8217;anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardelli poeta non vede con gli occhi, non sente con gli organi dell&#8217;udito. Sogna e seleziona i suo elementi. Ci sono albe e tramonti, che non sorgono e non declinano. I flutti del mare sono attesi, perchè <em>mi portino un segno verace / alla deriva</em>. Certe distese di verde nei campi in realtà sono <em>refrigerî intatti</em> e il pantano, da cui emerge un surreale reliquario di ossi, è evidentemente metafora della corruzione e consunzione operata dal tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Perfino Egnazia, che è l&#8217;unico luogo geografico non immaginario, perchè esiste, e a cui sono dedicate in questo libro due poesie, è un luogo mentale, da cui emergono soltanto <em>tombe derelitte</em>, un&#8217;ara, muri scavati nel nulla. E se <em>l&#8217;erbe battono le cime / al verso della sorte</em>, cioè nella direzione stabilita dal destino e se <em>le stelle soffiano sul grano / goccie di rugiada</em>, allora io mi chiedo: ma quale è il &#8220;dove&#8221; di questi eventi di pensiero se non l&#8217;anima del poeta?</p>
<p style="text-align: justify;">E ancora. Quale è il &#8220;quando&#8221; di una sera o di una notte? Leggiamo alcuni versi della poesia <em>Più tardi.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><em></em></p>
<p>Il mio cuore s’addormenta<br />
lentamente sui voli dei passeri<br />
appena conclusi. È sera?<br />
No. È notte? No. V’è solo<br />
il buio che mi toglie la luce<br />
del sole.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Allora la sera non è sera. La notte non è notte. Ciò che conta veramente in questo contesto è il buio, che è metafora dell&#8217;assenza non solo della luce, ma dell&#8217;assenza dell&#8217;amore ricambiato, dell&#8217;assenza della gioia ed infine dell&#8217;assenza dell&#8217;ispirazione poetica. Infatti un po&#8217; più giù nella stessa poesia si dice <em>Più tardi pure le parole / verranno </em><em>meno e mi rimarrà / la bocca chiusa in segno </em><em>di stupore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em></p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;"> </p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;"> </p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">Tratto dall&#8217;introduzione del Prof. Mauro De Pasquale, che ne ha curato la presentazione il 14 febbraio 2009, in occasione della festa di San Valentino.</p>
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		<item>
		<title>Invito alla lettura</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 17:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie d'amore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Solo leggendo questo libro, solo leggendo la poesia di Angelo Francesco Nardelli si può cogliere il carattere colto, aristocratico, per certi versi difficile della sua poesia, la musicalità dai toni alti e insieme delicata.</p> 
<p style="text-align: justify;">Solo leggendo questa poesia si può cogliere la complessità della sua struttura, la complessità dei suoi temi, la razionalità e affettività nella sua rivelazione mai espressa esplicitamente e direttamente, ma sempre contenuta</p> <a href="http://www.angelofrancesconardelli.it/opere-in-versi/poesie-amore/invito-alla-lettura/">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Solo leggendo questo libro, solo leggendo la poesia di Angelo Francesco Nardelli si può cogliere il carattere colto, aristocratico, per certi versi difficile della sua poesia, la musicalità dai toni alti e insieme delicata.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo leggendo questa poesia si può cogliere la complessità della sua struttura, la complessità dei suoi temi, la razionalità e affettività nella sua rivelazione mai espressa esplicitamente e direttamente, ma sempre contenuta in una trama contestuale di allusioni, di suggerimenti, di filtri, di velature e disvelamenti, di contemporanei plurimi significati.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; questa la scelta poetica di Angelo Francesco Nardelli: suggerire, lasciare intravedere, dischiudere porte segrete, stimolare, forzare la tensione creativa del lettore per coinvolgerlo e rapirlo in un circuito magico di comunicazione simbiotica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">Tratto dall&#8217;introduzione del Prof. Mauro De Pasquale, che ne ha curato la presentazione il 14 febbraio 2009, in occasione della festa di San Valentino.</p>
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		<title>Poesia metafisica ed Eugenio Montale</title>
		<link>http://www.angelofrancesconardelli.it/opere-in-versi/poesie-amore/poesia-metafisica-ed-eugenio-montale/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 12:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie d'amore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi pare di poter affermare che la poesia di Angelo Francesco Nardelli è certamente poesia di amore, ma credo si faccia torto a questo poeta se si considera la sua poesia solo ed esclusivamente poesia d'amore.</p> 
<p style="text-align: justify;">Non credo di azzardare troppo se attribuisco alla poesia di Angelo Francesco Nardelli l'aggettivo metafisica, quantomeno nel senso che dava Montale alla sua poesia, almeno fino agli anni Cinquanta, una</p> <a href="http://www.angelofrancesconardelli.it/opere-in-versi/poesie-amore/poesia-metafisica-ed-eugenio-montale/">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi pare di poter affermare che la poesia di Angelo Francesco Nardelli è certamente poesia di amore, ma credo si faccia torto a questo poeta se si considera la sua poesia solo ed esclusivamente poesia d&#8217;amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Non credo di azzardare troppo se attribuisco alla poesia di Angelo Francesco Nardelli l&#8217;aggettivo metafisica, quantomeno nel senso che dava Montale alla sua poesia, almeno fino agli anni Cinquanta, una poesia che era nutrita anche di pensiero forte, di vigorosa ricerca intellettuale.</p>
<p style="text-align: justify;">E così anche mi spiego come mai Nardelli avesse un rapporto epistolare con Montale e come Montale in una sua lettera, che è pubblicata e riprodotta, mostrasse a Nardelli il suo sincero interesse per questa poesia.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Gentile professore,</p>
<p style="text-align: justify;">scusi il ritardo. Per me la</p>
<p style="text-align: justify;">trascendenza può essere divina o no</p>
<p style="text-align: justify;">a seconda delle varie fasi della</p>
<p style="text-align: justify;">mia vita. Escludo la negatività</p>
<p style="text-align: justify;">assoluta perché sono arrivato a</p>
<p style="text-align: justify;">84 anni senza decidere. So però</p>
<p style="text-align: justify;">che l&#8217;uomo non sa nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">La ringrazio e La prego di</p>
<p style="text-align: justify;">credermi Suo </p>
<p style="text-align: justify;">                      Eugenio Montale </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Non dimentico le Sue poesie</p>
<p style="text-align: justify;">che mi lasciano tutt&#8217;altro</p>
<p style="text-align: justify;">che indifferente. Grazie di</p>
<p style="text-align: justify;">cuore</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;"> </p>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">Tratto dall&#8217;introduzione del Prof. Mauro De Pasquale, che ne ha curato la presentazione il 14 febbraio 2009, in occasione della festa di San Valentino.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Storia d&#8217;amore in versi</title>
		<link>http://www.angelofrancesconardelli.it/opere-in-versi/poesie-amore/storia-damore-in-versi/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 12:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie d'amore]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non appena ho cominciato a leggere le poesie di Angelo Francesco Nardelli sono stato subito catturato e nell'attenzione e nell'interesse e poi anche nel piacere della lettura.</p> 
<p style="text-align: justify;">La prima cosa che mi ha colpito, e lo voglio sottolineare, è che il libro non è una semplice raccolta di poesie, non ha il carattere di un'antologia, di poesie raccolte di ispirazione varia. E' un libro unitario, la</p> <a href="http://www.angelofrancesconardelli.it/opere-in-versi/poesie-amore/storia-damore-in-versi/">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non appena ho cominciato a leggere le poesie di Angelo Francesco Nardelli sono stato subito catturato e nell&#8217;attenzione e nell&#8217;interesse e poi anche nel piacere della lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa che mi ha colpito, e lo voglio sottolineare, è che il libro non è una semplice raccolta di poesie, non ha il carattere di un&#8217;antologia, di poesie raccolte di ispirazione varia. E&#8217; un libro unitario, la cui organicità testuale io mi voglio sforzare di chiarire.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una storia di amore, vissuta nell&#8217;interiorità dell&#8217;autore e organizzata nel suo sviluppo secondo un percorso lineare in tre tappe. Un percorso che è perseguito con lucidità consapevole dal suo esordio fino all&#8217;epilogo.</p>
<p style="text-align: justify;">E qui devo dare atto a chi ha curato l&#8217;edizione di questo libro di aver messo su una vera e propria operazione culturale di tutto rilievo, perchè le poesie pubblicate in questo libro sono state sì scelte, selezionate dall&#8217;autore quando era ancora in vita, ma egli non ha avuto la possibilità di organizzarne l&#8217;ordine e la successione, che sono importanti in un libro che è una <em>storia</em>. Ecco invece che il libro è tripartito, è diviso in tre sezioni, ciascuna delle quali ha un proprio titolo.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima sezione si chiama <em>Innamoramento e Amore romantico</em> ed è vissuta con l&#8217;esaltazione, la tenerezza, la felicità che l&#8217;innamoramento comporta. La seconda fase ha come titolo <em>Disillusione</em> e dunque è tutta giocata intorno alla sofferenza, alla disperazione, che deriva dalla perdita delle illusioni, da una separazione, dalla percezione di una sensazione di fallimento e di morte. E poi la terza fase intitolata <em>Amore consapevole</em> è la fase della resurrezione, della rinascita di un rapporto d&#8217;amore che ormai si cementa, maturo, consapevole, totale, indissolubile, nella vita e nella morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa struttura a tre fasi mi vengono in mente storie famose di amori di poeti illustri dell&#8217;epoca classica. Pensate a Catullo, a Properzio, Lesbia, Cinzia. Queste storie si articolano appunto in tre fasi. La prima fase, quella dell&#8217;innamoramento, dell&#8217;amore felice, appagato, soddisfatto, poi la fase della disillusione e infine il <em>discidium</em>, cioè la separazione definitiva degli amanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è qui la stessa cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi mi vengono in mente i romanzi ellenistici, che anche sono articolati in tre fasi. La fase in cui i giovani amanti si conoscono, s&#8217;innamorano, sono felici e poi c&#8217;è la fase in cui i due amanti per forza maggiore sono costretti a essere separati e infine il ricongiungimento, nella quale i due si sposano e vivono felici.</p>
<p style="text-align: justify;">Però attenzione perchè queste somiglianze della <em>storia</em> organizzata in tre fasi sono tutte esterne, non possono ingannare le apparenze, perchè Angelo Francesco Nardelli nella sua poesia è tutto moderno, è tutto Novecento e il libro di Nardelli è di fatto una rappresentazione lirica, sì una storia d&#8217;amore, ma che è vissuta come una vicenda spirituale, interiore, sia affettiva sia intellettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">Tratto dall&#8217;introduzione del Prof. Mauro De Pasquale, che ne ha curato la presentazione il 14 febbraio 2009, in occasione della festa di San Valentino.</p>
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		<title>Come in un sogno io vivo la mia vita</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 13:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Amore Consapevole]]></category>

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		<description><![CDATA[   Sapienti giuochi d'armonia<br />
   ripetono le foglie<br />
   e la salsedine svelle da sé<br />
   i gretoli del mare,<br />
   levigando i frusti corpi<br />
   e l'erbe cipressine.<br /><br />

   Io mi ascolto e il silenzio<br />
   di caverne antiche<br />
   batte sulle colline<br />
   al lento scricchiolio<br />
   di forze sempre vive.<br /><br />

   Arde la sera e un caldo amore<br />
   mi toglie il fuoco dalle vene,<br />
   sorretto appena dal chiarore<br />
   di brevi pause di luna piena.<br /><br />

   Le stelle soffiano sul grano<br />
   gocce di rugiada, le sfiorano appena<br />
   di luce sugli orli asciutti<br />
   dei campi irrigui.<br /><br />

   Come in un sogno io <a href="http://www.angelofrancesconardelli.it/opere-in-versi/poesie-amore/amore-consapevole/come-in-un-sogno-io-vivo-la-mia-vita/">Continua a leggere</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapienti giuochi d&#8217;armonia<br />
ripetono le foglie<br />
e la salsedine svelle da sé<br />
i gretoli del mare,<br />
levigando i frusti corpi<br />
e l&#8217;erbe cipressine.</p>
<p>Io mi ascolto e il silenzio<br />
di caverne antiche<br />
batte sulle colline<br />
al lento scricchiolio<br />
di forze sempre vive.</p>
<p>Arde la sera e un caldo amore<br />
mi toglie il fuoco dalle vene,<br />
sorretto appena dal chiarore<br />
di brevi pause di luna piena.</p>
<p>Le stelle soffiano sul grano<br />
gocce di rugiada, le sfiorano appena<br />
di luce sugli orli asciutti<br />
dei campi irrigui.</p>
<p>Come in un sogno io vivo la mia vita<br />
e l&#8217;estasi mi scopre un cuore<br />
già vecchio di secoli<br />
integro ancora di caldi amori<br />
di dolci sarabande senza lena.<br/ ><br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Angelo Francesco Nardelli</p>
<hr style="height: 1px;" size="1" />
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amore verso la natura è un sentimento costante nella poesia di A.F. Nardelli.<br />
Il poeta vi fa ricorso molto frequentemente, perché sa bene quanta vigoria fisica e mentale esso genera nel suo universale e ininterrotto espandersi.<br />
Nella poesia <em>Come in un sogno</em> si esalta la natura nelle sue prodigiose espressioni e la forza del cuore, che il poeta avverte <em>già vecchio di secoli</em> e pure centro propulsore e sempre vivo <em>&#8230;di caldi amori / di dolci sarabande senza lena</em>.</p>
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